Egon Schiele – Promontorio di Trieste (1906)

Paesaggio dell’anima: veduta di Trieste del primo periodo, espressionismo austriaco.

Il dipinto rappresenta il primo soggiorno di Egon Schiele a Trieste, offrendo una prospettiva unica sui paesaggi costieri dell’artista.

Paesaggio dell’anima di Egon Schiele, Promontorio di Trieste 1906: veduta costiera con mare verde, cielo crepuscolare rosso sangue e albero di pino
Veduta costiera con promontorio allungato e mare verde di Egon Schiele, Trieste 1906.

Egon Schiele arte a Trieste – Paesaggi dell’Anima

Nel 1906 Egon Schiele soggiornò a Trieste con Gerti, esplorando il litorale e i promontori del Golfo. Questo periodo segna l’inizio della sua ricerca in cui la natura diventa racconto interiore e anticipa le tensioni dell’espressionismo austriaco.

Descrizione e caratteristiche dell’opera

  • Supporto e tecnica: olio su cartone telato, 62 × 75 cm
  • Firma: monogramma leggibile “E.S.” in basso al centro. (Dettaglio lettera E di Egon Schiele in basso a sinistra).
  • Soggetto: veduta costiera con promontorio allungato, poche casette stilizzate e un albero di pino che si innalza verso le montagne.

Il promontorio, modellato quasi come un corpo disteso con una “testa” all’estremità, rivela la capacità di Schiele di trasformare le forme naturali in metafore antropomorfe, elemento presente in diversi suoi paesaggi della Bassa Austria.

Promontorio di Trieste mostra l’interpretazione unica di Schiele dei paesaggi della città, combinando elementi naturali e simbolici.

Palette e atmosfera espressionista

La tavolozza privilegia verdi intensi e profondi per il mare, mentre il cielo al tramonto è percorso da nubi in movimento che fondono grigi densi e tinte rosso sangue. L’insieme crea una luce drammatica e inquieta, amplificando il senso di solitudine e purezza tipico dei primi paesaggi espressionisti di Schiele.

Descrizione visiva

Il dipinto offre una veduta costiera sospesa nel crepuscolo. In lontananza un promontorio scuro si allunga verso il mare, mentre la baia sabbiosa curva dolcemente fino all’orizzonte. Sulla destra, un pino dai rami sottili e spinosi incornicia la scena, quasi a fare da contrappunto grafico alle rocce. Il mare, reso con verdi profondi e riflessi terrosi, dialoga con un cielo agitato da nubi grigie striate di rosso. La natura appare viva e inquieta, intrisa di una tensione intima che richiama i paesaggi dell’anima di Schiele.

La veduta costiera di Trieste rappresentata da Schiele evidenzia la sua capacità di fondere paesaggio reale e interiorità, confermando il valore artistico del periodo triestino.

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